Incipit

Il progetto “l’Architettura unisce. Impegno per il  futuro _ Progetto per il CNAPPC 2021-2026” trae  ispirazione dal “Next Generation EU” e dal Piano  Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’ingente  pacchetto di misure per ricostruire l’Italia con l’obiettivo di renderla più ecologica, digitale, resiliente  e più bella; è un programma che trae ispirazione  anche e soprattutto dalle parole di Ursula Von Der  Leyen in occasione della presentazione del “New  European Bauhaus” alla recente Festa dell’Architetto: “non c’è futuro senza architettura”.

Naturalmente il progetto ha ben presente la  pandemia e le risposte alla pandemia che stanno  ridisegnando la mappa della competizione economica e sociale a livello nazionale e internazionale. Ci sarà un prima e un dopo. Quello che sapremo fare come categoria determinerà il nostro nuovo posizionamento.
È ipotizzabile che ci saranno parecchi cambiamenti,  ma nello stesso tempo che le città non perderanno  il loro ruolo di luoghi dell’innovazione, della crescita e della concentrazione e quindi le città compatte, vivibili e resilienti dovrebbero rimanere alla base di  qualsiasi politica di sviluppo sostenibile.
Nessuna fuga dalle città dunque ma comunque  inversione della tendenza all’abbandono delle aree  interne e degli antichi borghi. La vera sfida è quella del carattere territoriale, sistemico, di una saggia ed efficace politica di sviluppo  sostenibile: un tema cruciale che necessita di una  urgente riforma urbanistica nazionale e di una altrettanto urgente legge per l’architettura, partendo, per  entrambe, dal trampolino di lancio delle Linee Guida  per l’Architettura, e soprattutto dai principi che le  guidano, grazie anche alle importanti integrazioni  del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici in occasione della loro approvazione lo scorso 18 marzo.

È dalle città che dovrà ripartire la progettualità  di uno sviluppo sostenibile, sia perché in queste  andranno ripensati gli spazi, la mobilità sostenibile,  la resilienza ai problemi climatici, sia perché ogni  città dovrà saper diventare il vero punto centrale  di riferimento per tutto il sistema territoriale  che le comprende, invertendo la tendenza  all’urbanizzazione diffusa, e alla dispersione  insediativa nei territori intermedi che hanno costi  ambientali insostenibili.  Ma le città devono cambiare in profondità: compatte  si, ma policentriche (la città in 15 minuti), non più  suddivise per zone territoriali omogenee, ma caratterizzate dalla mixité funzionale e sociale, con  lavoro, servizi, cultura, intrattenimento a pochi  minuti da casa (Le città non sono il problema, ma  la risposta al problema - Jaime Lerner - ex Sindaco  Incipit di Curitiba). La sfida di progettare il futuro delle città  deve essere affrontata congiuntamente da tutti gli  attori delle politiche urbane e il CNAPPC, all’interno  di questi, sarà attore protagonista perché, grazie  all’Ottavo Congresso e a tutti i successivi approfondimenti a livello nazionale e internazionale, la nostra  voce all’interno del gruppo degli esperti, sarà particolarmente autorevole.

Partendo da questa analisi e visione di futuro  abbiamo sviluppato le basi programmatiche del  progetto “l’Architettura unisce. Impegno per il  futuro” disaggregandolo in cinque macro aree tematiche strettamente correlate tra loro:

- Politiche del CNAPPC;
- Lavoro;
- Organizzazione;
- Rapporto con gli Ordini;
- Comunicazione.

Obiettivo del progetto è proseguire il percorso avviato con l’Ottavo Congresso per superare le fatiche quotidiane di una categoria che deve ritrovare centralità per avere l’opportunità di dialogare  con il Paese, rivendicare il proprio ruolo, tornare ad  essere un riferimento professionale e operativo.