Lavoro: piano strategico

Governo del territorio e opportunità

Contesto
Gli Architetti PPC italiani hanno bisogno di una “politica” nazionale per il lavoro. I dati sulla situazione reddituale dei professionisti sono preoccupanti e incidono soprattutto sui giovani. Bisogna introdurre a livello nazionale un “pacchetto di misure per il lavoro” che contrasti il trend attuale e recuperi lavoro per gli Architetti riposizionando la centralità del progetto sui territori. La prossima programmazione Europea 2021/2027 e le nuove risorse messe in campo dall’UE (Recovery Plan), vedranno nuovamente le città ed i territori protagonisti ed oggetto di ingenti investimenti, i prossimi mesi sono un banco di prova importante per migliorare la capacità progettuale e gestionale degli attori istituzionali, economici e sociali. Per rispondere alle sfide della complessità, è urgente intercettare in maniera più efficace queste risorse, potenziando i rapporti già in essere con l’Agenzia per la Coesione Territoriale a livello nazionale e con le Autorità di Gestione Regionali, per essere artefici di un progetto di ampio respiro insieme alle Amministrazioni territoriali, in una visione di area vasta.

Governo del territorio: centralità dell’Architetto PPC

Impegni
- Nuovo rapporto con la politica per rilanciare la committenza pubblica con la creazione di un format “brandizzato” del Consiglio Nazionale da mettere a disposizione dei territori.

- Procedure di qualità: intercettare a livello nazionale i cd. “corpi intermedi”, i grandi committenti pubblici e tutti i soggetti detentori di beni dismessi (e loro mappatura), al fine di avviare percorsi di riqualificazione (concorsi di progettazione in due gradi, piattaforma ONSAI), in collaborazione con il Consiglio Nazionale e gli Ordini territoriali.

- Fondi Strutturali 2021/2027 e Recovery Plan: il piano di investimenti per la ripresa deve vedere gli Architetti PPC coinvolti fin da subito nella compilazione delle “schede” di progetto che il Ministero fornirà ai soggetti preposti, anche attraverso l’inserimento delle rappresentanze dei professionisti nei Comitati di Sorveglianza Regionali (preposti alla erogazione delle risorse attraverso i bandi e gli Governo del territorio: centralità dell’Architetto PPC avvisi regionali).

- Investimenti pubblici e privati: sensibilizzare le Pubbliche Amministrazioni a utilizzare nuovi “format” operativi che facciano da acceleratori per gli investimenti, coinvolgendo anche i privati (C40 e Reinventing Cities, il crowdfunding).

- Rete tra sistema Ordinistico e Amministrazioni e fondo di rotazione specifico per le progettazioni. (es. Basilicata si Progetta).

- Potenziamento dello sportello informativo bandi e opportunità, già avviato (Progetto Europa) per il supporto e l’assistenza tecnica “personalizzata” per partecipare ai bandi europei, nazionali e regionali, e per proporre concorsi.

- Costruire un “ecosistema fiscale, normativo, organizzativo”, che produca forme più efficaci del nostro lavoro.

- Semplificazione: la semplificazione o meglio razionalizzazione degli adempimenti a carico dell’architetto deve continuare a essere perseguita per evitare che il sistema di incentivazioni perda efficacia di fronte all’eccessiva burocrazia. Il 23 novembre 2020 è stata definitivamente approvata in Conferenza unificata Stato Regioni Enti Locali l’Agenda Semplificazione per la ripresa, che definisce il crono-programma delle attività e il monitoraggio sull’andamento degli interventi, al quale saranno chiamate a partecipare anche le associazioni dei cittadini e dei consumatori, le associazioni imprenditoriali e le rappresentanze degli ordini professionali. L’Agenda interviene per dare una spinta a settori quali la transizione green e l’economia circolare, la banda ultra larga, l’edilizia e la rigenerazione urbana.

- Ruolo degli Urban Center: attraverso l’ANCIe le amministrazioni locali riformare gli “urban center” esistenti per essere vere agenzie territoriali (con una governance di cui gli Ordini sono parte) che attirino investimenti e committenti.

Studi professionali

Contesto
Il mercato italiano della progettazione è connotato da studi professionali di piccole dimensioni, con elevata frammentazione e scarsità di reti aggregative: sono caratteristiche che limitano la capacità di competere e di innovare, anche se compensate da un elevato grado di professionalità e specializzazione.

Studi professionali: competitività e innovazione

Impegni
- Aiutare gli studi a crescere e competere sul mercato globale, dando loro supporto per attivare prassi virtuose di innovazione e digitalizzazione e per aggregarsi in forme societarie snelle, efficaci e multidisciplinari, incentivate fiscalmente, e che prevedano modelli di rete.

- Elaborare forme di modernizzazione della Professione, anche con l’università, studiando modelli di sviluppo degli Studi professionali e fornendo formazione mirata, strumenti operativi da mettere in pratica per gestire la professione in modo nuovo.

- La fiscalità applicata agli studi professionali deve continuare a essere oggetto di attenzione, così come il sistema dei ristori e delle incentivazioni statali.

- Occorre sostenere l’internazionalizzazione degli studi professionali, anche in sinergia con soggetti “acceleratori” che sono già posizionati all’estero (Università e Politecnici, Camere di Commercio, ecc.)

Etica e legalità

Contesto
In Italia sono numerose le aree esposte al rischio d’infiltrazioni criminali, in particolare nella filiera delle costruzioni e degli appalti pubblici. Etica e legalità sono un impegno primario degli Architetti PPC.

Etica e legalità: promuovere azioni a scala nazionale e territoriale

Impegni
- Sensibilizzare la comunità degli architetti ppc ai temi della legalità anche per contrastare i processi di infiltrazione nei settori delle costruzioni, dei lavori pubblici e più in generale del governo del territorio;

- Attivare protocolli di collaborazione con le altre categorie professionali e con il Ministero degli Interni per avviare forme di consulenza e reti di protezione dei professionisti esposti a tali fenomeni;

- Attivare collaborazioni con le associazioni che già da tempo operano nell’ambito della sensibilizzazione dei giovani, anche nella riqualificazione e gestione dei beni confiscati alle associazioni criminali.

Giovani e pari opportunità

Contesto
La maggior parte degli Architetti iscritti agli Albi sono under 40, e di questi la metà sono donne: sono dati che rendono ineludibile il tema delle pari opportunità all’interno della nostra categoria. L’azione di rilancio del Paese delineata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è guidata da obiettivi di policy e interventi connessi ai tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale.
“L’Italia non potrà dirsi sostenibile se non saprà affrontare e ridurre le disuguaglianze di genere, generazionali e territoriali, che sono i principali fattori di esclusione sociale nel nostro Paese. Pertanto, la realizzazione degli interventi connessi agli assi strategici del Piano diventa uno strumento essenziale per affrontare e risolvere le criticità relative a tre priorità trasversali: le donne, i giovani, il Sud. Su queste priorità si concentrano le maggiori disuguaglianze di lungo corso e i maggiori fabbisogni di investimento”.

Giovani e pari opportunità: innovazione, competitività, cultura

Impegni
Alcune delle azioni principali, sulla scorta delle indicazioni del Goal 5 dell’Agenda ONU 2030, da avviare subito:

- Mettere a sistema le migliori pratiche in tema di pari opportunità e inclusione sociale;

- Rete di coordinamento interprofessionale per ridefinire nuove alleanze, ai diversi livelli istituzionali, tra Professioni e Associazioni per proporre al Governo, alle Regioni e alle Città, progetti e investimenti strutturali per attuare politiche vere di sostegno alla famiglia affinché si raggiunga una parità di opportunità di fatto.

- Investire in formazione,cultura e servizi. Promuovere progetti pilota e azioni concrete con Enti e Istituzioni: asili nido scuole e istruzione, servizi essenziali per permettere alle donne libere professioniste di rientrare al lavoro e di ricominciare a seguire la carriera, investendo anche con i fondi europei oggi disponibili.

- Rilanciare il progetto Aequale, avviato dal Consiglio nazionale nel 2015, per fare da “antenna” sui temi delle pari opportunità;

Per le politiche a favore dei giovani:

- Intercettare immediatamente gli importanti investimenti sulla digitalizzazione, innovazione, internazionalizzazione, competitività e cultura individuati dal Governo italiano nel PNRR – Next Generation Italia e, recentemente, dall’agenda Draghi;

- Individuare nuovi ambiti di lavoro che diano la possibilità ai giovani di ampliare il loro curriculum professionale attraverso l’organizzazione di una formazione dedicata di alta specializzazione;

- Promuovere presso le PA i giovani affinché diventino il volano del rinnovamento e dell’ammodernamento della macchina pubblica (tirocini dei giovani, assunzioni per turn over dei funzionari in uscita…)

Competenze

Contesto
Esiste una frattura storica sul tema delle competenze professionali: tra gli architetti liberi professionisti, dipendenti pubblici e insegnanti. E tra questi e le altre categorie tecniche: ingegneri, agronomi, geometri. La complessità dell’oggi, offre grandi opportunità in termini di risorse, strategie e politiche (Recovery Plan, Green Deal, New Bauhaus) che impatteranno sui territori e che richiede un impegno collettivo e un approccio multidisciplinare in termini di idee, visioni e progetti di qualità. E’ necessario affrontare il tema senza logica divisa ma piuttosto valorizzando le specificità.

Competenze: ruoli definiti e multidisciplinarietà

Impegni
- Definire nuove regole per evitare sovrapposizioni di ruoli, anche in relazione alle altre categorie professionali della filiera, nell’ottica di valorizzare le reciproche specificità e all’interno della riforma dell’Ordinamento professionale;

- Costruire una regia pubblica efficiente, dotata di figure professionali competenti (architetti, ingegneri, economisti, sociologi) e con grandi capacità di programmazione e controllo sull’attuazione degli interventi, e professionisti preparati per fornire progetti di qualità in termini di rigenerazione e sostenibilità ambientale dei territori e nuova occupazione.

- Calendarizzare un tavolo di confronto specifico tra e con Dipendenti e Liberi Professionisti.

- Stilare linee guida delle competenze, quale strumento di condivisione con le altre professioni

Previdenza

Contesto
L’assistenza previdenziale per i liberi professionisti è affidata a Inarcassa, le cui scelte gestionali hanno influenza sull’attività professionale degli Architetti.

Previdenza: politiche di intervento

Impegni
- Agevolare, nel rispetto delle reciproche autonomie, il dialogo con la Governance della Cassa, per favorire scelte di politica di categoria che determinino riflessi a lungo termine ponendo una costante attenzione ai problemi reddituali e demografici degli iscritti.

- Attivare un’azione sinergica con la Fondazione Inarcassa, soggetto economico capace di maggior libertà di movimento.

Al progetto “Architetti per il futuro” è strettamente legato anche il progetto di politica estera del CNAPPC. Negli ultimi due anni è stata attivata una intensa politica di rapporti internazionali, che ci ha consentito di rientrare nel Board del Consiglio Architetti d’Europa (CAE), dopo anni di assenza, di essere protagonisti con nostri relatori al Forum mondiale di Baku, di essere selezionati con il concorso di progettazione della rigenerazione della Val Polcevera tra le migliori quattro best pratices a livello mondiale presentate dall’Unione Internale degli Architetti (UIA) e dal CAE a Parigi nella prestigiosa sede dell’UNESCO. Grazie alla sentenza del luglio 2019 della Corte di Giustizia Europea è stato sancito l’interesse pubblico generale dell’Architettura e la conseguente giustificazione delle tariffe minime obbligatorie. Oggi l’argomento è al centro dell’attenzione del CNAPPC sia a livello internazionale che nazionale.  E’ stato un cammino complesso. E’ stata una guerra di posizione per riconquistare, passo dopo passo, una rilevanza e una visibilità perdute in anni in cui avevamo abdicato all’idea di essere centrali nella costruzione della società. Gli obiettivi del Congresso, il lavoro quotidiano per tornare ad essere visibili e riconoscibili agli occhi della politica, per sederci ai tavoli di discussione, sta finalmente pagando. I risultati si cominciano a vedere. La nostra comunità deve tornare, e sta tornando, ad essere interlocutore privilegiato di chiunque abbia a cuore la vita delle persone, l’equilibrio, la sostenibilità, la qualità del vivere. Dobbiamo riuscire a far capire di nuovo alle persone che la qualità della vita non può prescindere dalla qualità dell’architettura. E che la qualità ha un costo di gran lunga inferiore al plusvalore sociale generato da progetti di qualità. Non c’è futuro senza architettura.