Ri-partiamo da qui

Valorizzare il ruolo sociale, economico e culturale dell’Architettura e degli architetti pianificatori paesaggisti conservatori è stato il focus del mandato 2016/2021, caratterizzato per nuove modalità di lavoro individuate in stretta connessione con il sistema Ordinistico territoriale, attraverso i Gruppi di Lavoro e Operativi, al fine di fornire idee e progetti per il Paese e riposizionare la centralità dell’architettura a servizio della Società. E’ stato avviato un percorso partecipato con l’intera comunità degli architetti ppc per alimentare una riflessione condivisa su luoghi e forme dell’abitare e della socialità, sui territori urbani, sulle fragilità del nostro Paese e sulle aree interne, sulla salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e di quelli paesaggistici per offrire un contributo alla rinascita del nostro Paese e per ridare alla nostra comunità quel prestigio che le era stato sottratto in conseguenza delle scelte politiche scellerate dell’ultimo ventennio. Tutto questo senza perdere di vista le azioni da attuare per affrontare le pesanti criticità che gli iscritti vivono quotidianamente.

Abbiamo costruito un rapporto tra Consiglio Nazionale e Ordini fatto di azioni concrete, di sforzi comuni per obiettivi condivisi. Dalla promozione dei concorsi di progettazione a due gradi alle linee guida per l’Architettura; dalla condivisione del bilancio partecipato al regolamento dell’aggiornamento professionale continuo; da una maggiore partecipazione alle politiche di coesione per l’accesso ai fondi strutturali al disegno di legge per la rigenerazione urbana; dalle modifiche al Testo Unico per l’Edilizia alla Semplificazione; dalle modifiche al codice deontologico alla riscrittura dell’ordinamento professionale tutt’ora in corso. Il lavoro allargato, le sinergie nuove, sono state il vero punto di forza che ha permesso di ottenere risultati concreti anche al di fuori del nostro perimetro.

Le importanti modifiche al codice appalti, hanno consentito di aprire il mercato della progettazione delle opere pubbliche anche ai giovani talenti prividi curriculum, la promozione dei concorsi di progettazione in due gradi ha rappresentato una delle sfide più importanti del Consiglio Nazionale. Una sfida sulla quale abbiamo investito concretamente mettendo a disposizione gratuitamente delle stazioni appaltanti la piattaforma Concorsi awn per l’effettuazione di concorsi di progettazione, esclusivamente in due gradi, aperti, con requisiti expost, con un compenso garantito agli ammessi al secondo grado e con l’obbligo dell’affidamento dei successivi gradi di progettazione al vincitore del concorso. Un numero sempre maggiore di stazioni appaltanti pubbliche, ma anche private, scelgono questo percorso; abbiamo sottoscritto e stiamo sottoscrivendo protocolli importanti, ultimi dei quali con il Ministero della Difesa e con l’Agenzia del Demanio.

Con l’VIII Congresso Nazionale, al quale hanno partecipato, come mai in passato, 3000 delegati, abbiamo avviato processi determinanti nell’interesse del Paese e naturalmente anche dell’intera categoria, evidenziando, l’importanza del ruolo sociale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, generando in quella circostanza in tutti i delegati un grande senso di appartenenza.

Le giornate congressuali hanno rappresentato la sintesi del percorso di costruzione del progetto programmatico e nello stesso tempo il momento di avvio dell’attuazione dello stesso, con una serie di iniziative e progetti successivi, sia a livello nazionale e internazionale che territoriale, caratterizzate da una rinnovata interlocuzione politica divenuta sempre più intensa e costante. In particolare:
- per sollecitare al Governo l’elaborazione di un “Piano d’azione nazionale per le città sostenibili”. Oggi i contenuti dei nostri documenti congressuali si trovano in buona parte riassunti nel disegno di legge 1131 - misure per la rigenerazione urbana - di cui è primo firmatario il senatore Andrea Ferrazzi, al quale abbiamo consegnato la documentazione scaturita dal nostro confronto.
- per avviare, con la regia del MIBACT e con il nostro contributo, il progetto delle Linee guida per l’architettura. L’ex Ministro Alberto Bonisoli ha mantenuto fede a quanto annunciato al congresso e cioè ha avviato da subito di concerto con il MIT, con il Ministero dell’Ambiente e la Conferenza Stato Regioni e Province Autonome un tavolo inter-istituzionale che ha individuato le linee politiche di indirizzo del documento, declinate da un gruppo tecnico operativo di cui il CNAPPC è stato interlocutore privilegiato del MIBACT. Dopo oltre un anno di intenso lavoro che ha visto impegnate le rappresentanze regionali degli ordini italiani, oggi le Linee guida per l’Architettura sono una realtà.
- per promuovere assieme alla fondazione Reggio Children la cultura della qualità dell’architettura anche nella formazione delle giovani generazioni, attraverso il progetto “Abitare il Paese: la cultura della domanda - i bambini ed i ragazzi per un progetto di futuro prossimo”.
- per fornire un contributo alle politiche nazionali e internazionali sull’inclusione sociale e territoriale, affinché sia equa e sostenibile, per promuovere un approccio alla progettazione dell’ambiente costruito che consenta a tutti di accedere con pari opportunità alla partecipazione nella società.
A ciò sono strettamente connessi i risultati raggiunti:
- con l’inserimento nel Testo Unico per le Costruzioni dei principi della convenzione ONU sulle persone con disabilità, sottolineando l’importanza della promozione della qualità della progettazione per tutti e della sostenibilità ambientale oltre all’accessibilità;
- con il riconoscimento nel Codice della Protezione Civile del 2018 del ruolo dei Consigli Nazionali concorrenti al sistema della protezione civile e la conseguente costituzione della Struttura Tecnica Nazionale.
Nel complesso tempo che viviamo, si è inserita la pandemia che ha cambiato le regole del gioco, ci ha obbligati a vivere per lungo tempo spazi ristretti, rendendo ancor più evidente che c’è bisogno di pensiero progettuale, c’è bisogno di architettura.

Per attuare il percorso tracciato insieme al Congresso, ed alla luce del nuovo scenario globale, abbiamo pensato a una piattaforma “Architetti per il futuro” perché crediamo nel senso di comunità, nella forza della voce collettiva che condensa, da spazio e rilievo ai pensieri di singoli nel modo dell’architettura. Temi e percorsi sono stati pensati dal CNAPPC in collaborazione con un Comitato Scientifico di personalità estranee al nostro mondo con l’obiettivo di favorire anche il confronto con cittadini, società civile, decisori. Oggi due autorevoli esponenti del comitato scientifico sono Ministri dell’attuale Governo: Enrico Giovannini per Infrastrutture e Trasporti; Roberto Cingolani per Ambiente, Tutela del Territorio e mare.

Assieme al comitato scientifico abbiamo elaborato il Manifesto “L’Architettura è cultura e bene comune”, presentato e dibattuto in occasione della “Maratona” del 23 e 24 maggio 2020: 24 ore non stop di confronto on line; 350 interventi, 12.847 partecipanti, oltre 400.000 visualizzazioni; voci, pareri, idee, punti di vista corali di cosa l’Architettura può offrire al progetto di futuro del Paese. Un Manifesto per coinvolgere tutta la società e, al tempo stesso, sottolineare con forza, il ruolo dell’Architettura nella ricostruzione di un modo di vivere diverso, in cui la dimensione spaziale dell’esistenza possa divenire la traccia di un modo di essere e relazionarsi totalmente ripensato.

Uno dei temi più ricorrenti negli interventi della Maratona è stato quello della scuola; per questa l’ultima edizione della “Festa dell’Architetto” è stata eccezionalmente dedicata al solo tema della scuola per sottolineare che, oltre all’emergenza Covid-19, esiste da almeno vent’anni una grave emergenza educativa e per ribadire che la costruzione del futuro e della vita delle nuove generazioni è una questione di progetto e di visione e quindi di architettura.

Il neo Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, nel suo intervento alla “Festa”, ha sottolineato con forza l’urgente necessità di un grande piano di rinnovamento delle 40.000 scuole esistenti, oltre che di nuove scuole, da attuarsi con un grande progetto di architettura scolastica e non di edilizia scolastica. Proprio con queste finalità e obiettivi il CNAPPC e INDIRE hanno sottoscritto, in occasione della “Festa”, il protocollo di intesa per un’alleanza tra Architettura e Pedagogia.

L’impossibilità di realizzare fisicamente le mostre della “Festa” ha fatto nascere il “Museo Virtuale”, spazio espositivo virtuale che diventa spazio complementare non alternativo per esposizioni/mostre del CNAPPC, ma anche a disposizione degli Ordini Territoriali, strumento permanente di partecipazione e fruizione allargata, dotato anche di una libreria virtuale dove sarà possibile leggere e scaricare le pubblicazioni significative del CNAPPC e degli Ordini Territoriali.

Eppure l’esperienza di questi cinque anni ci ha insegnato che bisogna studiare per essere efficaci, bisogna confrontarsi per avere idee forti, bisogna avere chiaro il proprio percorso generativo per poter incidere nelle scelte e nel dibattito pubblico.

Al progetto “Architetti per il futuro” è strettamente legato anche il progetto di politica estera del CNAPPC. Negli ultimi due anni è stata attivata una intensa politica di rapporti internazionali, che ci ha consentito di rientrare nel Board del Consiglio Architetti d’Europa (CAE), dopo anni di assenza, di essere protagonisti con nostri relatori al Forum mondiale di Baku, di essere selezionati con il concorso di progettazione della rigenerazione della Val Polcevera tra le migliori quattro best pratices a livello mondiale presentate dall’Unione Internale degli Architetti (UIA) e dal CAE a Parigi nella prestigiosa sede dell’UNESCO. Grazie alla sentenza del luglio 2019 della Corte di Giustizia Europea è stato sancito l’interesse pubblico generale dell’Architettura e la conseguente giustificazione delle tariffe minime obbligatorie. Oggi l’argomento è al centro dell’attenzione del CNAPPC sia a livello internazionale che nazionale.  

E’ stato un cammino complesso. E’ stata una guerra di posizione per riconquistare, passo dopo passo, una rilevanza e una visibilità perdute in anni in cui avevamo abdicato all’idea di essere centrali nella costruzione della società. Gli obiettivi del Congresso, il lavoro quotidiano per tornare ad essere visibili e riconoscibili agli occhi della politica, per sederci ai tavoli di discussione, sta finalmente pagando. I risultati si cominciano a vedere. La nostra comunità deve tornare, e sta tornando, ad essere interlocutore privilegiato di chiunque abbia a cuore la vita delle persone, l’equilibrio, la sostenibilità, la qualità del vivere.

Dobbiamo riuscire a far capire di nuovo alle persone che la qualità della vita non può prescindere dalla qualità dell’architettura. E che la qualità ha un costo di gran lunga inferiore al plusvalore sociale generato da progetti di qualità. Non c’è futuro senza architettura.